Moena è una delle più graziose cittadine del Trentino Alto Adige, scelta spesso come meta delle vacanze dagli amanti degli sport invernali ma anche dalle famiglie che cercano relax, divertimento e svaghi tra la natura.

Moena si trova a 1200 mt di altezza, tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa e fa parte, assieme ad altri diciotto comuni, della “Magnifica Comunità Di Fiemme” dove si parla ancora il ladino, antica lingua di origine neolatina.

La posizione geografica di Moena è a dir poco spettacolare essendo lambita da vette quali il San Pellegrino, il Latemar, il Gruppo Sella e il Catinaccio, regno del leggendario Re Laurino.

Sono molte le cose da vedere e da fare per una famiglia che sceglie la cosiddetta “Fata delle Dolomiti” come luogo di vacanza.

Dalla Grande Guerra all’Agritur El Mas

Ad esempio, un luogo che suscita l’interesse di grandi e piccini è certamente il Museo “La Gran Vera” dedicato al primo conflitto mondiale, a tratti crudo ma certamente istruttivo. Le quattro sezioni mostrano cartine, ricostruzioni di trincee, uniformi d’epoca e immagini autentiche, raccolte da Ernst Friedrich, dedicate agli orrori della guerra.

Dopo un’esperienza così forte ed emozionante non c’è luogo migliore per ritrovare spensieratezza che l’Agritur El Mas: si tratta di un agriturismo dove i più piccoli potranno avvicinare cavalli, pecore, maialini e asinelli. Dalla sala pranzo poi una vetrata permette agli ospiti di osservare la stalla con le mucche alpine di razza grigia, consumando prodotti caseari con latte appena munto. La compagnia del dolce cane San Bernardo di nome Ota infine rallegrerà i piccoli visitatori all’interno di questo microcosmo assolutamente ecologico.

Le feste tradizionali più belle a Moena

Moena è un borgo montano molto vivace che spesso diventa teatro di feste e sagre, occasioni perfette per avvicinarsi alle tradizioni del luogo e per gustare le leccornie tipiche.

Il settembrino Festival del Puzzone prendo il nome dal famoso formaggio DOP dall’odore particolarmente pungente, vero vanto di Moena. Ebbene durante questa affollata manifestazione nessuno in famiglia si annoierà tra dimostrazioni caseari, degustazioni e desmonteada; si tratta in quest’ultimo caso di cerimonie antiche che non lasceranno indifferente nessun bambino: sfilate di mucche e capre agghindate a festa con tanto di ghirlande e campanacci attraversano Moena allo schioccare di fruste, accompagnati dai pastori in costumi tradizionali.

Un’altra occasione che farà felici i più golosi è la Festa del Cianton Turchia che solitamente si svolge nelle prime settimane di agosto. In tre giorni di festa si rievoca l’aneddoto riguardante il soldato turco ottomano che, in seguito al conflitto di Vienna del 1529, trova accoglienza proprio nella comunità di Moena.

Oggi nella cittadina trentina si trova proprio la Strada de Turchia con tanto di fontana decorata con un capitello a forma di testa dalle fattezze arabeggianti.

Oltre agli stand gastronomici, durante questa vivace festa non mancano balli, musica e mostre di antichi mestieri all’interno dei tabià, ovvero i fienili.

Escursioni per tutta la famiglia

Dalla località Ronchi, ad appena dieci minuti dal centro di Moena, parte una cabinovia che porta fino ai 2200 mt dell’Alpe Luisa, nel cuore del Parco Naturale di Paneveggio. Qui sorge un rifugio dal quale parte il lussureggiante Sentiero degli Animali che, in poco più di un’ora, prende per mano grandi e piccini e li accompagna alla scoperta del mondo animale tipico del luogo, dai caprioli alle lepri fino agli orsi.

Un’altra escursione adatta a tutta la famiglia è la Passeggiata di Fuciade: si parcheggia a due passi dal pittoresco Lago di San Pellegrino, nelle cui acque si specchia il Massiccio di Costabella; si percorre poi una strada sterrata, e tra larici e profumati pini mughi si raggiunge facilmente la Valle di Fuciade, punteggiata qua e là da antichi fienili e baite.

Da queste latitudini la vista sulla Marmolada è spettacolare, in particolare al tramonto col fenomeno dell’enrosadira che colora le montagne di rosa. Sarebbe questo il momento ideale per raccontare ai bambini l’origine fiabesca di questo fenomeno, narrando del Re Laurino e della maledizione lanciata sul Catinaccio, reo di non aver coperto la sua fuga dopo aver rapito la bella Similde. Re Laurino sentenziò che nessuno avrebbe più scorto la vetta, né di notte né di giorno: dimenticò il tramonto, momento in cui il Catinaccio (ma anche le altre vette dolomitiche) rivelano il loro volto colorato di rosa.